Il Presidente della Biennale Roberto Cicutto e il Direttore Artistico del Settore Cinema Alberto Barbera hanno presentato il programma della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, che si terrà dal 1° all’11 settembre 2021. Molte le regole cui il Festival di Venezia si atterrà quest’anno per tutelare la salute di coloro i quali prenderanno parte alla manifestazione: capienza al 50%, controlli all’ingresso, prenotazione del posto e green pass.

Il Festival di Venezia alla sua 78esima edizione vede quest’anno la presenza di film da tutto il mondo con 59 paesi rappresentati.
Il cinema italiano è presente con cinque titoli in concorso e tre fuori concorso, più numerosi altri nelle varie sezioni collaterali.

Non si tratta di voler sostenere a tutti i costi il nostro cinema, ma la fotografia di un momento di grazia

Alberto Barbera (Direttore della Mostra)

FILM ITALIANI IN CONCORSO

AMERICA LATINA di Fabio e Damiano D’Innocenzo

I fratelli D’Innocenzo al loro terzo film dopo La Terra dell’abbastanza del 2018 e Favolacce del 2020 e alla loro seconda partecipazione ad un grande Festival dopo Berlino, che ragalò loro il premio come Miglior Sceneggiatura Originale per Favolacce. Da quanto dichiarato dagli stessi registi America Latina sarà “una storia d’amore, e come tutte le storie d’amore quindi un thriller”. A interpretare il ruolo del protagonista sarà Elio Germano. Tra gli altri interpreti troviamo Astrid Casali, Sara Ciocca, Maurizio Lastrico, Carlotta Gamba, Federica Pala, Filippo Dini e Massimo Wertmüller.

IL BUCO di Michelangelo Frammartino

Michelangelo Frammartino torna alla regia dopo 11 anni da Le quattro volte e lo fa con un film sotterraneo che parla d’inconscio girato nella sua amata terra, la Calabria. Il film ambientato nell’estate del 1961, racconta di un gruppo di giovani speleologi si reca in missione sull’altopiano calabrese per esplorare il suo incontaminato entroterra, visitando il sottosuolo di quel Meridione da cui tutti si stanno allontanando.
Il gruppo fa un’incredibile scoperta: trova una delle grotte più profonde del mondo, l’Abisso del Bifurto dell’altopiano del Pollino, una grotta profonda 700 metri, sorvegliata da un vecchio pastore, unico custode di quel territorio ancora puro e inalterato. Il film vede protagonisti Paolo Cossi e Jacopo Elia.

FREAKS OUT di Gabriele Mainetti

Gabriele Mainetti torna al cinema, dopo il grande successo auto-prodotto di Lo chiamavano Jeeg Robot del 2015, con un film apparentemente sensazionale che parla di amicizia e fratellanza in una cornice circense fotografata dal giovane e poliedrico Dop Michele D’Attanasio, già sul set di Jeeg Robot. Ma la fotografia non è l’unico reparto che si conferma. Ritroviamo infatti la penna di Nicola Guaglianone e il volto di Claudio Santamaria. In Freaks Out siamo nel 1943, a Roma, proprio nel bel mezzo della Seconda guerra mondiale e nell’anno in cui la Capitale è scenario di bombardamenti tra nazisti e Alleati. I quattro lavorano in un circo, gestito da Israel, che per loro- più che un capo – è una sorta di figura paterna. Quando quest’ultimo cerca di trovare una via di fuga che li porti lontano dal conflitto, scompare misteriosamente, lasciando i quattro soli e senza alcuna prospettiva. Il cast è composto da Claudio Santamaria, Aurora Giovinazzo, Pietro Castellitto, Giancarlo Martini e Giorgio Tirabassi.

QUI RIDO IO di Mario Martone

Mario Martone, il maestro del cinema italiano che non sbaglia mai un colpo, si presenta al Lido di Venezia con un film che racconta la storia del grande attore napoletano Eduardo Scarpetta, interpretato da Toni Servillo. Dopo la rivoluzione visiva di Capri del 2018 e l’adattamento in chiave moderna di un opera di Eduardo De Filippo nel 2019, Martone si misura nuovamente con l’ambiente culturalmente vivace del teatro napoletano in cerca di una chiave di lettura della situazione socio politica di un paese intero alle prese con l’avvento del fascismo. Qui rido io conta su un cast ricchissimo a partire dal protagonista Toni Servillo, affiancato dalla cantante e attrice Maria Nazionale e da Cristiana Dell’Anna.

E’ STATA LA MANO DI DIO di Paolo Sorrentino

Molto atteso il nuovo film del pluripremiato regista italiano Paolo Sorrentino che dopo l’esperienza seriale di The New Pope, presenta a Venezia una pellicola, a detta dello stesso regista, intima e personale, un romanzo di formazione allegro e doloroso. E’ stata la mano di Dio racconta la storia di un giovane di nome Fabio, noto come Fabietto, che vive nel capoluogo partenopeo. Il ragazzo avrà l’occasione di vivere uno dei sogni più grandi degli amanti del calcio, quando giunge nella sua città il goleador Diego Maradona, ma a questa grande gioia si accompagnerà una tragedia inaspettata, che sconvolgerà la sua vita. Il film è interpretato da Filippo Scotti e Toni Servillo.

GLI ALTRI TITOLI ITALIANI A VENEZIA

FUORI CONCORSO Il bambino nascosto di Roberto Andò, Ariaferma di Leonardo Di Costanzo, La scuola cattolica di Stefano Mordini e i documentari DeAndré#DeAndré.Storia di un impiegato di Roberta Lena, Viaggio nel crepuscolo di Augusto Contento e Ezio Bosso. Le cose che restano di Giorgio Verdelli.

ORIZZONTI CORTI Il turno di Chiara Marotta e Preghiera della sera(Diario di una passeggiata) di Giuseppe Piccioni.

ORIZZONTI EXTRA La ragazza ha volato di Wilma Labate.

Pronti a gustarci grandi film di registi importanti come Paolo Sorrentino, Mario Martone, fratelli D’Innocenzo, Denis Villeneuve, Edgar Wright, Paul Schrader, Pablo Larrain, Pedro Almodovar, Ridley Scott, Jane Campion…in un festival dove la qualità media delle pellicole selezionate sembra essere molto alta. La Mostra organizza anche retrospettive e omaggi a personalità di rilievo, come contributo a una migliore conoscenza della storia del cinema.

Articolo Matteo Di Maria