Dal 19 al 26 Giugno 2021 si terrà nella città di Pesaro la consueta Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, uno dei più importanti festival cinematografici italiani. Tante le novità per questa edizione, dall’omaggio a Liliana Cavani alla visione di grandi film come I predatori dell’arca perduta di Steven Spielberg – che aprirà l’edizione – , L’ultimo Imperatore di Bernardo Bertolucci, La messa è finita di Nanni Moretti, Midnight in Paris di Woody Allen e ancora alcuni capolavori di Fellini, Lattuada, Rossellini, Castellani e Wertmuller proiettati in spiaggia.


Tre i film italiani in concorso per il Premio Lino Miccichè. Si tratta di tre cortometraggi, The nightwalk di Adriano Valerio, Manifestarsi di Gianmarco Donaggio e Mille Cipressi di Luca Ferri.

The nightwalk di Adriano Valerio (Italia 2012, 15′)

Jarvis si è appena trasferito a Shanghai, ha un impatto molto positivo con la realtà cinese e le nuove persone che incontra. Tutto ad un tratto viene confinato nel suo appartamento ancora vuoto. Trova difficile far fronte alla solitudine, l’abbandono al tempo vuoto si alterna a pensieri molto oscuri, che vanno avanti e indietro nel tempo offrendo una galleria di personaggi vicini e lontani. L’unico modo per allontanarsi dai suoi incubi è sfuggire al portiere-poliziotto e attraversare la città deserta fino a casa di un amico.

Adriano Valerio vive e lavora a Parigi. Laureato in legge all’Università di Milano, insegna alla International Film School of Paris, all’Académie Libanaise des Beaux Arts di Beirut e all’Istituto Marangoni. Con il cortometraggio 37°4S ha vinto il David di Donatello e il Premio Speciale Nastro d’Argento, e ricevuto una Menzione Speciale al Festival di Cannes (2013). Il suo primo lungometraggio Banat – il viaggio è stato presentato alla Settimana della Critica di Venezia (2015), ottenendo candidature ai David e ai Nastri d’Argento e prestigiosi riconoscimenti. Il cortometraggio Mon Amour Mon Ami è stato presentato alla sezione Orizzonti di Venezia e ha vinto l’Amnesty Award e il premio Bridging the Borders. Ha diretto due episodi della serie tv Non Uccidere 2, prodotta da Freemantle e RAI Fiction.


Manifestarsi di Gianmarco Donaggio (Italia 2021 , 12′)

Il film nasce dall’indagine microscopica della componente materica di manifesti pubblicitari affissi a Milano. L’autore oltrepassa i limiti della visione invitandoci a cadere nella straniante e avvolgente struttura fisica oltre la superficie mitica delle immagini. Il risultato cinematografico è un’atmosfera non astratta, quanto piuttosto informale, dove la materia riflette una condizione visiva priva di riferimenti prospettici sui cui basare fondamenta metafisiche: qui il processo sospende l’essenza. Manifestarsi è parte di una serie di sperimentazioni cominciate nel 2020, tra cui Milano di carta (2020) e Aria di Attesa (2021). Un ipotetico “cinema materico”, una metodologia influenzata dalla corrente del nuovo materialismo e l’arte informale che conduce esperimenti con una forma cinematografica processuale.

Gianmarco Donaggio, nato in Italia nel 1991, si occupa di direzione della fotografia, regia, ricerca artistica e filosofia dell’immagine. Laureato a Bournemouth (UK) nel 2014 come direttore della fotografia e regista di documentari sperimentali, tra il 2015 e il 2020 ha vissuto principalmente in Svezia, dove si sta specializzando in visual culture all’Università di Lund.


Mille Cipressi di Luca Ferri (Italia 2021 , 13′)

Un uomo all’interno della sua cucina si appresta a preparare la schiscetta perché ha deciso di visitare la Tomba Brion, un complesso funebre monumentale progettato e realizzato dall’architetto Carlo Scarpa e situato nel piccolo cimitero di San Vito, in provincia di Treviso. Giuseppe Brion era il fondatore e proprietario della Brionvega. Posizionato il cibo all’interno di una borsina di plastica a pois, l’uomo – che non parla mai – passeggia all’interno del cimitero soffermandosi sui dettagli progettati dall’architetto veneziano, mentre nella sua testa scorrono le preziose parole che ha pronunciato in una conferenza madrilena del 1978. «Per la Tomba Brion, avrei potuto proporre di piantare mille cipressi – mille cipressi sono un grande parco naturale e un evento naturale, nel futuro, avrebbe ottenuto un risultato migliore della mia architettura. Ma come sempre avviene alla fine di un lavoro, ho pensato: “Dio mio, ho sbagliato tutto!”».

Luca Ferri, nato a Bergamo nel 1976, si dedica alla scrittura, alla fotografia e alla regia. Il suo primo lungometraggio di finzione, Abacuc, uscito in sala nel 2015, è stato presentato al TFF e a Mar del Plata. Il film Colombi è stato presentato nella sezione Orizzonti di Venezia. Nel 2018 Dulcinea è selezionato al Locarno Festival per Signs of Life; Pierino è presentato a Dok Leipzig. Nel 2020 La casa dell’amore va al Forum della Berlinale, dove viene selezionato per il Documentary Award e riceve la menzione ai Teddy Awards; il suo penultimo lavoro  va alla sezione Orizzonti di Venezia.


Gli altri film in concorso

  • Earthearthearth di Daichi Saito (Canada)
  • This day won’t last di Mouaad El Salem (Belgio/Tunisia)
  • Deep Waters di Xacio Bano (Spagna)
  • There are not thirty-six ways of showing a man getting on a horse di Nicolas Zukerfeld (Argentina)
  • The red filter is withdrawn di Minjung Kim (Sud Corea)
  • Rock bottom riser di Fern Silva (Usa)
  • Un bananero no es casualidad / A banana tree is no coincidence di Luiza Goncalves (Spagna)
  • Edna di Eryk Rocha
  • Film about a father who di Lynne Sachs (Usa)
  • The Witches of the orient di Julien Faraut (Francia)
  • Patrick di Luke Fowler
  • One Thousand and one attempts to be an ocean di Yuyan Wang (Francia)
  • What do we see when we look at the sky? di Alexandre Koberidze (Germania/Georgia)

In giuria Eleonora Marangoni, Edoardo Gabbriellini e Walter Fasano.

Articolo di Matteo Di Maria