Foto dal set di Tre Piani di Nanni Moretti

Il Festival di Cannes, in programma dal 6 al 17 Luglio, è arrivato alla sua 74^Edizione dopo lo stop del 2020. Il direttore Thierry Fremaux ha deciso di imbottire il programma creando addirittura una nuova sezione, Cannes Premiere. Poca Hollywood, niente film Netflix, pochi dai grandi studios. Ventiquattro film in concorso, ventidue fuori gara, diciotto in Un Certain Regard. Sembrano tanti, quasi troppi i film accaparrati da Fremaux, per una edizione dai preamboli più snelli, ma contrariamente alle aspettative raddoppiata. Tuttavia il messaggio che arriva di là dalle Alpi è chiaro: il cinema c’è, ed è vivo!

All’interno di questo vasto panorama filmico il cinema italiano si presenta con un solo film in concorso, l’attesissimo Tre Piani di Nanni Moretti, maestro amato in Costa Azzurra e vincitore a Cannes del Premio per la regia nel 1994 con Caro Diario e la Palma d’oro con La Stanza del figlio nel 2001.

Tre piani è l’ultimo film di Nanni Moretti, scritto da Nanni Moretti, Federica Pontremoli e Valia Santella. Prodotto da Sacher Film, Fandango e Rai Cinema e realizzato con il sostegno della Regione Lazio. Adattamento cinematografico del romanzo omonimo del 2017 scritto da Eshkol Nevo, il film vanta un cast corale con Margherita Buy, Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher e Adriano Giannini. Prima collaborazione di Moretti con il giovane direttore della fotografia Michele D’Attanasio, Dop dotato di una capacità sperimentale sorprendente e reduce da una prova cromaticamente esaltante con Capri-Revolution di Mario Martone.

In un palazzo come tanti abitano tre famiglie: una coppia di giovani con la figlia, spesso affidata agli anziani vicini; una donna con i suoi due bambini e un marito spesso lontano per lavoro; un giudice in pensione che non riesce a superare la morte del marito. La vita all’interno dell’edificio è però burrascosa, e dietro le facce sorridenti dei protagonisti si celano problemi di coppia, solitudine e follia.

Trailer ufficiale di Tre Piani, film del 2021 di Nanni Moretti

GLI ALTRI FILM ITALIANI ALLA 74^ EDIZIONE DEL FESTIVAL DI CANNES (FUORI CONCORSO)

  • A CHIARA di Jonas Carpignano (Selezionato alla Quinzaine des Realisateur)

Il film racconta la storia di Chiara Guerrasio, secondogenita di quindici anni di Claudio e Carmela. Tutta la famiglia è riunita per festeggiare i 18 anni della sorella più grande di Chiara. Tutti sembrano contenti e affiatati, malgrado la sana competizione che c’è tra Chiara e sua sorella sulla pista da ballo. Il giorno dopo la festa, Claudio lascia, senza preavviso, Gioia Tauro. Chiara, dal carattere forte e determinato, vuole capire cos’è che ha spinto suo padre a partire. Tutto questo la porterà a guardare i suoi cari e la sua città con occhi nuovi e a interrogarsi sul suo futuro.

  • FUTURA di Pietro Marcello, Alice Rohrwacher e Federico Munzi (Selezionato alla Quinzaine des Realisateur)

Opera collettiva realizzata dai tre registi, che, attraverso un viaggio in giro per l’Italia, hanno raccolto le testimonianze di giovani adolescenti  tra i 15 e i 20 anni, con l’intento di raccontare le loro aspettative, i loro sogni, le loro difficoltà e le loro prospettive per il futuro. Il film attraverso gli occhi dei ragazzi ascoltati rappresenta una riflessione sul nostro Paese e sul tempo che stiamo vivendo.

  • RE GRANCHIO di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis (Selezionato alla Quinzaine des Realisateur)

Il film racconta una storia ambientata verso la fine dell’Ottocento che ha come protagonista Luciano, un uomo che vive in un piccolo borgo della Tuscia. Luciano è un grande bevitore, motivo per cui spesso è ubriaco, e ha un animo ribelle, che più volte si è fatto notare dal tirannico principe del posto.

  • EUROPA di Haider Rashid (Selezionato alla Quinzaine des Realisateur)

Il film racconta la storia di un giovane iracheno che intraprende un viaggio a piedi per provare a entrare in Europa. Per riuscire nella sua impresa, il ragazzo deve oltrepassare il confine tra Turchia e Bulgaria, ma mentre segue la “rotta balcanica”, battuta da diversi migranti clandestini come lui, viene catturato. Le guardie che lo hanno preso appartengono alla polizia di frontiera bulgara, che ha tra le sue fila alcuni vigilanti noti come “cacciatori di migranti”.

  • PICCOLO CORPO di Laura Samani (Selezionato a La Semaine)

Durante un periodo buio, di fame e carestia, Agata, quindici anni, ha partorito una bambina morta. Nella speranza di poter salvare la sua anima dal limbo, si mette in viaggio verso un santuario: una credenza locale dice che lì ci siano delle donne capaci di ridare la vita per il tempo di un respiro. Quello necessario al battesimo.

Articolo di Matteo Di Maria