Giuseppe Tornatore. Il più americano dei registi

Giuseppe Tornatore nasce il 27 maggio 1956 a Bagheria, un comune vicino a Palermo. È proprio la calorosa Sicilia, con i suoi paesaggi, le sue storie e le sue atmosfere, che più tardi diventeranno materiale vivo e pulsante nei suoi film. In gioventù, si interessa alla fotografia: scatta immagini per il giornale locale, un hobby che presto lo proietta nel mondo dei media e lo avvicina al cinema.

Il suo percorso professionale inizia con i documentari e la televisione: dirige cortometraggi e reportage, fino a essere ingaggiato dalla RAI per documentari e lavori per il piccolo schermo. Il suo debutto sul grande schermo arriva nel 1986 con Il camorrista, un noir-drama in cui racconta la figura ispirata al boss Raffaele Cutolo. Il film suscita controversie e venne addirittura sequestrato e ritirato dalle sale dopo cause legali, ma consacra Tornatore come regista promettente: vince il Nastro d’Argento come miglior regista esordiente.

Due anni dopo, nel 1988, realizza il suo capolavoro: Nuovo Cinema Paradiso, una fiaba nostalgica sulla Sicilia e sull’universo del cinema. Racconta l’amicizia tra un ragazzo e un vecchio operatore di proiezione in una sala di paese, e diventa un fenomeno mondiale. Vince il Grand Prix Speciale della Giuria a Cannes, il Golden Globe e l’Oscar per il miglior film straniero, restituendo al cinema italiano prestigio internazionale.

Nel corso degli anni Tornatore costruisce un sodalizio artistico solido e duraturo con il compositore Ennio Morricone: dalle struggenti note amorose di Cinema Paradiso fino ai suoi film successivi, Morricone firma la colonna sonora di ben tredici lungometraggi di Tornatore.

Nei primi anni ’90, la sua vena autoriale si esprime in Stanno tutti bene (1990), una riflessione sul rapporto tra un padre e i suoi figli ormai adulti. Nel 1994 dirige un brevissimo segmento in Especially on Sunday, proseguendo poi con Una pura formalità (1994), un intenso thriller psicologico con Gerard Depardieu e Roman Polanski, che esplora la fragilità della memoria e l’identità.

Nel 1995 gira L’uomo delle stelle, ambientato nella Sicilia del dopoguerra e interpretato da Sergio Castellitto. Il film ottiene un riconoscimento importante: un Leone d’Argento alla Mostra di Venezia e una candidatura come miglior film straniero all’Oscar.

Nel 1998, torna alla magia visiva con La leggenda del pianista sull’oceano, tratto da un monologo teatrale di Baricco. Racconta la storia immaginaria di un pianista nato e cresciuto su una nave oceanica, incapace di scendere a terra. È un film sospeso tra sogno e realtà, in cui la musica di Morricone accompagna tonalità immaginifiche e nostalgiche.

Il nuovo millennio lo vede raccontare Malèna (2000), un feroce ritratto della Sicilia fascista visto attraverso gli occhi di un ragazzino, e Baarìa (2009), un affresco epico della sua Bagheria natale, che attraversa la storia italiana dal dopoguerra ai giorni nostri. Il primo è un dramma romantico e sensuale con Monica Bellucci, il secondo una saga familiare avvolgente e ambiziosa, entrambi segnati dalla musica di Morricone.

Nel 2013 esce La migliore offerta, un thriller psicologico internazionale con Geoffrey Rush. Tornatore mescola eleganza visiva, inganno e bisogno di affetto in un elegante palcoscenico europeo.

Tra i suoi ultimi lavori si segnalano La sconosciuta (2006), e La corrispondenza (2016), titoli che esplorano ancora i confini dell’amore, della memoria e della perdita.

Nel 2021, in un gesto di affetto e riconoscenza, Tornatore firma Ennio, un documentario omaggio al suo amico e geniale compositore Ennio Morricone, ripercorrendone la vita e la carriera attraverso interviste e testimonianze.

Attraverso questa lunga carriera, Giuseppe Tornatore si è affermato come uno dei registi italiani più amati e riconosciuti. Le sue opere mescolano nostalgie siciliane, melodie struggenti, eleganza visiva, sentimenti universali e riflessioni sull’identità. Ha saputo restituire al cinema italiano una dimensione poetica e internazionale, senza mai perdere il suo sguardo profondamente umano e lirico.

Lungometraggi (regista e sceneggiatore):

Cortometraggi:

  • Stella gemella (1996)
  • 50º anniversario Oscar Miglior Film Straniero (2007)
  • Il mago di Esselunga (2011) 

Documentari:

  • Il carretto. Immagini di un’antica cultura (1979)
  • Ritratto di un rapinatore (1981)
  • Incontro con Francesco Rosi (1981)
  • Le minoranze etniche in Sicilia (1982)
  • Diario di Guttuso (1982)
  • Scrittori siciliani e cinema (serie TV, 1984)
  • Lo schermo a tre punte (1995)
  • Riccardo Freda (1996, episodio di Ritratti d’autore)
  • L’ultimo gattopardo – Ritratto di Goffredo Lombardo (2010)
  • Ennio (2021) 
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