Commento

Primavera è un film attraversato profondamente dall’anima teatrale del suo regista, Damiano Michieletto. Nonostante un impianto produttivo di grande livello, tra cast solido, costumi curati e una Venezia (con i suoi canali) visivamente affascinante, è proprio quella matrice teatrale a rallentare il respiro del racconto, soprattutto nella prima parte, appesantita da una messa in scena fin troppo controllata. Il film trova però una tensione più viva quando Vivaldi e Cecilia spezzano gli equilibri tra il sacro e il profano, e da quel momento la narrazione acquista maggiore profondità e una stratificazione capace di catturare meglio l’attenzione dello spettatore.

Primavera, di Damiano Michieletto

Un film del 2025 diretto da Damiano Michieletto, con con Tecla Insolia, Michele Riondino, Andrea Pennacchi, Fabrizia Sacchi, Hildegard De Stefano. Genere Drammatico, Storico, – Italia, Francia, 2025, durata 110 minuti. Uscita cinema giovedì 25 dicembre 2025 distribuito da Warner Bros Italia.

Nella Venezia del Settecento, Cecilia è una giovane orfana cresciuta nel Pio Ospedale della Pietà, un istituto che educa ragazze musiciste destinate a esibirsi per l’aristocrazia cittadina. Ribelle e insofferente alle regole, la ragazza trova nella musica l’unico spazio di libertà. L’arrivo di Antonio Vivaldi come nuovo maestro cambierà gli equilibri dell’istituto: tra il compositore e Cecilia nasce un rapporto fatto di diffidenza, stima reciproca e passione per la musica, che porterà la giovane a scoprire una nuova consapevolezza di sé.


  • Costo complessivo di produzione 7.933.673,00 €
  • Film d’essai 2026
  • Contributi ricevuti
  • – Tax Credit Produzione
    Anno 2025 : 2.759.538,80 €
  • – Contributi selettivi produzione
    Anno 2025 : 1.000.000,00 €
Primavera è un film attraversato profondamente dall’anima teatrale del suo regista, Damiano Michieletto. Nonostante un impianto produttivo di grande livello, tra cast solido, costumi curati e una Venezia (con i suoi canali) visivamente affascinante, è proprio quella matrice teatrale a rallentare il respiro del racconto, soprattutto nella prima parte, appesantita da una messa in scena fin troppo controllata. Il film trova però una tensione più viva quando Vivaldi e Cecilia spezzano gli equilibri tra il sacro e il profano, e da quel momento la narrazione acquista maggiore profondità e una stratificazione capace di catturare meglio l’attenzione dello spettatore. Primavera, di Damiano Michieletto