Commento

La grandezza di De Sica in Ladri di biciclette sta nell'aver portato il cinema a un livello di autenticità mai raggiunto prima. Rinuncia agli artifici tradizionali – grandi attori, intrecci spettacolari e messa in scena evidente – per dare l'impressione che la realtà si racconti da sola. Il risultato è un film che sembra annullare il confine tra cinema e vita, diventando uno dei massimi esempi di "cinema puro".

Ladri di biciclette, di Vittorio De Sica

Un film di Vittorio De Sica del 1948 con Lamberto Maggiorani, Lianella Carell, Elena Altieri, Enzo Staiola, Vittorio Antonucci. Genere Drammatico, – Italia, 1948, durata 92 minuti.

Nella Roma del dopoguerra, un disoccupato riesce finalmente a trovare lavoro, ma un imprevisto mette subito a rischio la sua unica possibilità di riscatto. Accompagnato dal figlio, intraprende così una lunga ricerca attraverso la città, incontrando mercatini, quartieri popolari e un’umanità segnata dalla miseria e dalla disperazione. Più che un semplice racconto di un furto, Ladri di biciclette è un intenso ritratto dell’Italia del dopoguerra e del difficile rapporto tra dignità, povertà e speranza.

La grandezza di De Sica in Ladri di biciclette sta nell'aver portato il cinema a un livello di autenticità mai raggiunto prima. Rinuncia agli artifici tradizionali – grandi attori, intrecci spettacolari e messa in scena evidente – per dare l'impressione che la realtà si racconti da sola. Il risultato è un film che sembra annullare il confine tra cinema e vita, diventando uno dei massimi esempi di "cinema puro". Ladri di biciclette, di Vittorio De Sica