Commento

Riccio alterna con intelligenza ampie inquadrature e campi stretti, accentuando la claustrofobia del protagonista, ma inciampa in un eccesso di spiegazioni e finisce per smarrire, all’improvviso, le suggestioni iniziali più incisive.

La figlia del bosco, di Mattia Riccio

Un film del 2024 diretto da Mattia Riccio, con Davide Lo Coco, Giorgia Palmucci, Giulia Malavasi, Angela Potenzano
Distribuzione: Prime Video, Tim Vision – Durata: 80′ – Origine: Italia

Una giovane cacciatrice, di nome Elettra, cerca il suo compagno, Bruno, scomparso da una settimana e giunge ad una casa nel bosco. La narrazione torna a sette giorni prima, quando, al termine di una battuta di caccia in un bosco sconosciuto, Bruno perde l’orientamento e, nonostante l’esperienza da cacciatore, non riesce a ritrovare la via del ritorno. Con il calare della notte, un canto inquietante lo guida fino a una casa isolata tra gli alberi, apparentemente abbandonata. All’interno trova una tavola imbandita e inquietanti bambole di pezza, elementi che contribuiscono a rendere l’atmosfera sinistra. Non trovando nessuno, decide di consumare il pasto e trascorrere la notte lì. Il giorno successivo cerca, nuovamente, di trovare la via del ritorno ma senza successo e si ritrova, sul calar della sera, di nuovo alla casa misteriosa.

Riccio alterna con intelligenza ampie inquadrature e campi stretti, accentuando la claustrofobia del protagonista, ma inciampa in un eccesso di spiegazioni e finisce per smarrire, all’improvviso, le suggestioni iniziali più incisive. La figlia del bosco, di Mattia Riccio