Il nostro giudizio

Il filo invisibile esplora con sensibilità e intelligenza il processo di formazione dell'identità in adolescenza. La sua forza, oltre ad una buona scrittura, risiede principalmente nella scelta degli attori, selezionati per le loro caratteristiche fisiche e comportamentali che si allineano con il tema del film.

Il filo invisibile, di Marco Simon Puccioni

Il filo invisibile è un film del 2022 di Marco Simon Puccioni con Filippo Timi, Francesco Scianna, Francesco Gheghi, Matteo Oscar Giuggioli.

TRAMA

Leone, un adolescente di 16 anni con due padri, Simone e Paolo, è nato tramite una madre surrogata americana, Tilly. Crescendo in Italia, Leone affronta le sfide legali e sociali legate alla sua famiglia non convenzionale, oltre a vivere la crisi emotiva scatenata dalla separazione dei suoi genitori. Queste esperienze lo portano a una profonda riflessione sulla vera essenza del filo invisibile che lo unisce ai suoi genitori e a coloro che hanno giocato un ruolo fondamentale nella sua nascita e nella sua vita.

RECENSIONE

Il filo invisibile esplora con sensibilità e intelligenza il processo di formazione dell’identità in adolescenza. Il film segue il giovane protagonista Leone attraverso momenti ordinari e straordinari, come il primo amore o la prima scalata su una parete di plastica, ponendo interrogativi sulla paternità e l’identità. Un pò come accadeva in I ragazzi stanno bene (2010) di Lisa Chlodenko, la storia scritta dal regista assieme a Luca De Bei, è ambientata in una famiglia non convenzionale, e celebra amore e misfatti, con personaggi che trascendono i generi e le apparenze. Puccioni trova l’ingrediente giusto e usa l’umorismo per navigare in queste tematiche, mentre il giovane l’attore Francesco Gheghi è decisamente bravo nel ruolo di Leone, portando freschezza e vulnerabilità al film.

La forza de Il filo invisibile, oltre ad una buona scrittura, risiede principalmente nella scelta degli attori, selezionati per le loro caratteristiche fisiche e comportamentali che si allineano con il tema del film. Filippo Timi e Francesco Scianna sono sempre corretti senza strafare e questa scelta rappresenta l’intento del regista di esplorare la formazione di un’identità fluida e ibrida, libera dalle convenzioni delle apparenze.

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Il filo invisibile esplora con sensibilità e intelligenza il processo di formazione dell'identità in adolescenza. La sua forza, oltre ad una buona scrittura, risiede principalmente nella scelta degli attori, selezionati per le loro caratteristiche fisiche e comportamentali che si allineano con il tema del film. Il filo invisibile, di Marco Simon Puccioni