Commento

Elisa riflette sul confine tra punizione e possibilità di recupero, interrogandosi sulla necessità di una presa di coscienza da parte del colpevole e sulla possibilità che la comprensione possa affiancare, o persino sostituire, la sola condanna. L'ultimo film di Costanzo funziona perfettamente sul piano semantico e come indagine dell’interiorità di personaggi immersi in situazioni irrisolvibili. Meno efficace, invece, la narrazione, che si affida spesso a dialoghi molto lunghi e verbosi, che nemmeno un grande attore come Roschdy Zem riesce sempre ad alleggerire, forse anche per via di un italiano che finisce talvolta per irrigidire ulteriormente la recitazione.Insomma, Elisa finisce per essere tanto lodevole nelle intenzioni quanto trascinato nel ritmo.

Elisa, di Leonardo Di Costanzo

Un film del 2025 diretto da Leonardo Di Costanzo, con con Barbara Ronchi, Roschdy Zem, Diego Ribon, Valeria Golino, Giorgio Montanini. Genere Drammatico, – Italia, 2025, durata 105 minuti. Uscita cinema venerdì 5 settembre 2025 distribuito da 01 Distribution.

Il criminologo Alaoui si interessa ad Elisa Zanetti, una donna rinchiusa in prigione da 10 anni per la condanna di omicidio e carbonizzazione del cadavere della sorella. La carcerata appare confusa sui motivi e le dinamiche del gesto, mostrando nel corso dei dialoghi con il criminologo buchi temporali sul suo passato. Tuttavia la donna riesce grazie ad Alaoui a riportare alla mente i ricordi legati alla sorella e ai genitori.


  • Costo complessivo di produzione 5.386.649,00
  • Film d’essai 2025
  • Contributi ricevuti
  • – Tax Credit Produzione
    Anno 2025 : 1.549.083,52 €
  • – Contributi selettivi produzione
    Anno 2025 : 420.000,00 €
Elisa riflette sul confine tra punizione e possibilità di recupero, interrogandosi sulla necessità di una presa di coscienza da parte del colpevole e sulla possibilità che la comprensione possa affiancare, o persino sostituire, la sola condanna. L'ultimo film di Costanzo funziona perfettamente sul piano semantico e come indagine dell’interiorità di personaggi immersi in situazioni irrisolvibili. Meno efficace, invece, la narrazione, che si affida spesso a dialoghi molto lunghi e verbosi, che nemmeno un grande attore come Roschdy Zem riesce sempre ad alleggerire, forse anche per via di un italiano che finisce talvolta per irrigidire ulteriormente la recitazione.Insomma, Elisa finisce per essere tanto lodevole nelle intenzioni quanto trascinato nel ritmo. Elisa, di Leonardo Di Costanzo