Un film del 2025 diretto da Ferzan Ozpetek, con Luisa Ranieri, Jasmine Trinca, Stefano Accorsi, Luca Barbarossa (II), Sara Bosi. Genere Commedia, Drammatico, – Italia, 2024, durata 135 minuti. Uscita cinema giovedì 19 dicembre 2024 distribuito da Vision Distribution.
Roma, 1974. Ci troviamo in una grande sartoria romana degli anni Settanta specializzata in costumi per cinema e teatro, guidata dalle sorelle Alberta e Gabriella Canova. Attorno a loro si muove un gruppo di donne molto diverse tra fragilità personali, relazioni difficili, sogni e desiderio di riscatto. L’arrivo di una celebre costumista incaricata di preparare gli abiti per un’importante produzione cinematografica mette l’atelier sotto pressione, facendo emergere tensioni ma anche una forte solidarietà femminile. Parallelamente, Özpetek mostra sé stesso mentre prepara il film insieme alle attrici, intrecciando backstage e racconto e trasformando Diamanti in un omaggio al cinema, al lavoro artigianale e all’universo femminile.
Ferzan Özpetek racconta l’amore per il cinema e per la sua arte artigianale attraverso uno sguardo elegante e intimo sulle vite di chi lo rende possibile, e con Diamanti torna al dramma popolare e sentimentale che gli ha sempre garantito un forte legame con il pubblico. Pur indulgendo talvolta in una rappresentazione della solidarietà femminile un po’ troppo idealizzata e apertamente sbilanciata nei confronti delle figure maschili, oltre che in alcuni intermezzi musicali più insistiti del necessario, il film regge grazie a un cast straordinario che solo un regista come Ozpetek riesce a tenere insieme con un equilibrio così raffinato. Quello che colpisce fin dalla prima scena è che il regista, già autore in passato di film con protagoniste femminili come Le fate ignoranti (2001) e La finestra di fronte (2003), qui non si limita a sfondare la quarta parete, ma costruisce una dimensione filmica nuova, sospesa tra cinema e backstage del cinema stesso, richiamando l’inventiva e la libertà espressiva del grande cinema italiano del passato. Basti pensare a Dramma della gelosia (1970), dove Scola elaborava una struttura interlocutoria con gli attori che si rivolgevano direttamente allo spettatore quasi fosse un giudice, o ancora Mario Monicelli, che in Romanzo popolare (1974) utilizzava voce narrante e interventi diretti che spezzavano il realismo classico, avvicinandosi alla complicità col pubblico. Qui Ozpetek va oltre, ci rende partecipi delle sue scelte registiche, del lavoro con gli attori e persino dei meccanismi interni della messa in scena, introducendoci al film prima ancora di immergerci completamente nel racconto.
- Costo complessivo di produzione 9.097.959,31 €
- Film d’essai –
- Contributi ricevuti
- – Tax Credit Produzione
Anno 2026 : 3.455.833,84 € - – Reinvestimenti contributi automatici produzione
Anno 2025 : 519.888,29 €