Commento

Così com’è si colloca in uno spazio a lungo trascurato dal cinema italiano, quello della rappresentazione diretta e profonda delle malattie neurodegenerative nel contesto familiare. In questo senso, l’opera di Scarpelli colma una mancanza, riportando al centro non solo il corpo e la mente che si affievoliscono, ma anche il tessuto emotivo che li circonda. Un gesto creativo che, nella sua apparente semplicità, assume il valore di una presa di posizione tutt’altro che scontata.

Così com’è, di Antonello Scarpelli

Un film del 2025 diretto da Antonello Scarpelli. Distribuzione: Albolina Film. In collaborazione di Cineclub Internazionale Cinema Italiano Indie – Durata: 84’ – Origine: Italia, Germania 2024

Scarpelli sembra muoversi spinto da un’urgenza privata, da un omaggio dolente a una figura cara che il tempo, o la malattia, ha reso inafferrabile. Le sequenze iniziali in VHS, tratte da materiali reali, di repertorio, evocano un tempo perduto, intimo, e agiscono come innesco emotivo, come se il film tutto nascesse da quel desiderio di trattenere qualcosa, o qualcuno, prima che svanisca. Entrambi i lavori si configurano come omaggi dolenti a figure care, mai conosciute del tutto, e forse proprio per questo ancora più desiderate.

Così com’è si colloca in uno spazio a lungo trascurato dal cinema italiano, quello della rappresentazione diretta e profonda delle malattie neurodegenerative nel contesto familiare. In questo senso, l’opera di Scarpelli colma una mancanza, riportando al centro non solo il corpo e la mente che si affievoliscono, ma anche il tessuto emotivo che li circonda. Un gesto creativo che, nella sua apparente semplicità, assume il valore di una presa di posizione tutt’altro che scontata. Così com’è, di Antonello Scarpelli