Commento

Camorra e uno dei primi tentativi del cinema italiano di raccontare la criminalità organizzata napoletana in una forma a metà strada fra cinema civile, gangster movie e melodramma popolare. Squitieri sa rappresentare il tessuto popolare, i riti criminali, la violenza e la miseria urbana, ma non li organizza con il rigore politico e investigativo di film come Le mani sulla città di Francesco Rosi. Camorra, con la sua violenza, è comunque l'apripista della fortunata corrente del gangster movie all'italiana e dei film sulle organizzazioni mafiose, e tra i primi film della Nouvelle Vague napoletana.

Camorra, di Pasquale Squitieri

Un film di Pasquale Squitieri con Fabio Testi, Jean Seberg, Raymond Pellegrin, Enzo Cannavale – Anno 1972 – Distribuzione Titanus

Napoli, anni Settanta. Tonino Russo, un piccolo criminale, entra a servizio di un capo clan della camorra. Iniziata una scalata ai vertici dell’organizzazione, tra gesta feroci, tradimenti e drammi popolari, il giovane compie scelte sfrontate.

Camorra e uno dei primi tentativi del cinema italiano di raccontare la criminalità organizzata napoletana in una forma a metà strada fra cinema civile, gangster movie e melodramma popolare. Squitieri sa rappresentare il tessuto popolare, i riti criminali, la violenza e la miseria urbana, ma non li organizza con il rigore politico e investigativo di film come Le mani sulla città di Francesco Rosi. Camorra, con la sua violenza, è comunque l'apripista della fortunata corrente del gangster movie all'italiana e dei film sulle organizzazioni mafiose, e tra i primi film della Nouvelle Vague napoletana.Camorra, di Pasquale Squitieri