Commento

Segre realizza un’opera essenziale, aderente ai fatti reali, che rifugge facili illazioni, intrighi e misteri. Berlinguer rivive nel corpo di Elio Germano, interprete straordinario e dotato di un trasformismo impressionante, in una rappresentazione sempre ancorata alla verità storica. Ne emerge il ritratto di un leader mosso dalla grande ambizione del “compromesso storico”, disposto ad accantonare, almeno temporaneamente, l’utopia della rivoluzione per inseguire un progetto politico capace di cambiare concretamente il Paese, almeno fino al rapimento di Aldo Moro, evento destinato a cambiare per sempre il corso della politica italiana. Ancora una volta, il lavoro che Segre compie sul materiale di repertorio è di altissimo livello integrando il found footage con rigore, sensibilità e notevole efficacia narrativa. Solo nel finale sembra aprire una sottile chiave giustificativa quando Berlinguer, dialogando con i figli, difende la scelta del partito di non cedere ai terroristi durante il sequestro Moro. È uno dei pochi momenti in cui l'opera sembra abbandonare la semplice ricostruzione dei fatti per suggerire una posizione morale, lasciando emergere le ragioni intime e politiche di una decisione destinata a segnare la storia italiana.

Berlinguer – La grande ambizione, di Andrea Segre

Un film di Andrea Segre, con Elio Germano, Stefano Abbati, Francesco Acquaroli, Fabio Bussotti, Paolo Calabresi. Genere Biografico, – Italia, 2024, durata 122 minuti. Uscita cinema giovedì 31 ottobre 2024 distribuito da Lucky Red.

Sfidando i dogmi della guerra fredda e di un mondo diviso in due, Berlinguer e il PCI tentano per 5 anni di andare al governo, aprendo a una stagione di dialogo con la Democrazia Cristiana e arrivando a un passo dal cambiare la storia con il compromesso storico. Dal 1973, quando sfugge a Sofia a un attentato dei servizi segreti bulgari, attraverso le campagne elettorali e i viaggi a Mosca, le copertine dei giornali di tutto il mondo e le rischiose relazioni con il potere, fino all’assassinio nel 1978 del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro. La storia di un uomo e di un popolo per cui vita e politica, privato e collettivo, erano indissolubilmente legati.


  • Costo complessivo di produzione 6.207.821,10 €
  • Film d’essai 2025
  • Contributi ricevuti
  • – Tax Credit Distribuzione
    Anno 2026 : 5.089,01 €
  • – Tax Credit Produzione
    Anno 2024 : 1.701.791,92 €
  • – Reinvestimenti contributi automatici produzione
    Anno 2024 : 69.766,31 €
    Anno 2025 : 400.000,00 €
  • – Contributi selettivi produzione
    Anno 2023 : 435.000,00 €
Segre realizza un’opera essenziale, aderente ai fatti reali, che rifugge facili illazioni, intrighi e misteri. Berlinguer rivive nel corpo di Elio Germano, interprete straordinario e dotato di un trasformismo impressionante, in una rappresentazione sempre ancorata alla verità storica. Ne emerge il ritratto di un leader mosso dalla grande ambizione del “compromesso storico”, disposto ad accantonare, almeno temporaneamente, l’utopia della rivoluzione per inseguire un progetto politico capace di cambiare concretamente il Paese, almeno fino al rapimento di Aldo Moro, evento destinato a cambiare per sempre il corso della politica italiana. Ancora una volta, il lavoro che Segre compie sul materiale di repertorio è di altissimo livello integrando il found footage con rigore, sensibilità e notevole efficacia narrativa. Solo nel finale sembra aprire una sottile chiave giustificativa quando Berlinguer, dialogando con i figli, difende la scelta del partito di non cedere ai terroristi durante il sequestro Moro. È uno dei pochi momenti in cui l'opera sembra abbandonare la semplice ricostruzione dei fatti per suggerire una posizione morale, lasciando emergere le ragioni intime e politiche di una decisione destinata a segnare la storia italiana. Berlinguer - La grande ambizione, di Andrea Segre