Commento

Matteo Garrone realizza un film completamente diverso da quello che ci si potrebbe aspettare. Lavora per sottrazione, allontanandosi dal sensazionalismo della cronaca per raccontare una tragedia profondamente umana. Restituisce dignità a uno straordinario Marcello Fonte, miglior attore al Festival di Cannes e autore di un'interpretazione intensa. Magnifica la fotografia di Nicolaj Brüel, che trasforma il degrado della periferia in uno scenario sospeso tra realismo e fiaba nera.

Dogman, di Matteo Garrone

Un film di Matteo Garrone con Marcello Fonte, Edoardo Pesce, Nunzia Schiano, Adamo Dionisi, Francesco Acquaroli. Genere Drammatico, – Italia, 2018, durata 100 minuti. Uscita cinema 17 Maggio 2018 distribuito da 01 Distribution.

Marcello è un mite toelettatore per cani che vive in una degradata periferia romana, dividendosi tra il lavoro, la figlia e i piccoli favori a un violento criminale locale. Quando il rapporto con quest’ultimo si trasforma in una spirale di soprusi, umiliazioni e ricatti, l’uomo è costretto a confrontarsi con i propri limiti e con un crescente desiderio di riscatto. Garrone firma una cupa tragedia sulla dignità, la sopraffazione e le conseguenze della violenza.

  • Costo complessivo di produzione € 5.181.510,04
  • Film d’essai 2018
  • Contributi ricevuti
  • – Contributi automatici home entertainment
    Anno 2020 : 44.988,04 €
    Anno 2023 : 3.619,90 €
  • – Contributi automatici distribuzione
    Anno 2020 : 156.200,55 €
    Anno 2023 : 74.829,20 €
  • – Contributi automatici produzione
    Anno 2020 : 743.328,99 €
    Anno 2023 : 421.042,34 €
    Anno 2025 : 7.670,70 €
  • – Tax Credit Distribuzione
    Anno 2019 : 82.896,18 €
Matteo Garrone realizza un film completamente diverso da quello che ci si potrebbe aspettare. Lavora per sottrazione, allontanandosi dal sensazionalismo della cronaca per raccontare una tragedia profondamente umana. Restituisce dignità a uno straordinario Marcello Fonte, miglior attore al Festival di Cannes e autore di un'interpretazione intensa. Magnifica la fotografia di Nicolaj Brüel, che trasforma il degrado della periferia in uno scenario sospeso tra realismo e fiaba nera. Dogman, di Matteo Garrone