Commento

Ispirato a un fatto di cronaca che ha profondamente segnato l'opinione pubblica italiana, 40 Secondi evita di concentrarsi esclusivamente sull'atto di violenza per indagare il contesto umano, sociale e culturale che lo ha reso possibile, ovvero il disagio della provincia, il maschilismo tossico e la cultura della sopraffazione. La costruzione corale e la struttura in quattro punti di vista, che richiama il recente 'Avetrana – Qui non è Hollywood' di Pippo Mezzapesa, mantengono alta la tensione narrativa. Nella seconda parte arriva invece il momento più duro del film con la messa in scena, asciutta e priva di compiacimento, della rissa che costò la vita a Willy. Da sottolineare l'incisiva presenza di Francesco Di Leva (non smettere mai di apprezzare abbastanza questo attore!). Più discutibile, invece, l'epilogo, che appare in parte superfluo e leggermente enfatico.

40 secondi, di Vincenzo Alfieri

Un film di Vincenzo Alfieri, con Francesco Gheghi, Enrico Borello, Francesco Di Leva, Beatrice Puccilli. Genere Biografico, Drammatico, – Italia, 2025, durata 121 minuti. Uscita cinema mercoledì 19 novembre 2025 distribuito da Eagle Pictures.

Ispirato a una tragica vicenda di cronaca, il film ricostruisce le ventiquattro ore che precedono un episodio destinato a sconvolgere il Paese, seguendo le vite di un gruppo di giovani accomunati da sogni, fragilità e violenza. Attraverso una narrazione corale, l’opera riflette sulle dinamiche del branco, sul disagio sociale e sulle conseguenze di una cultura fondata sulla sopraffazione, trasformando un fatto reale in un intenso racconto civile.

  • Costo complessivo di produzione €3.928.894,23
  • Film d’essai 2026
  • Contributi ricevuti
  • – Tax Credit Produzione
    Anno 2026 : 1.489.848,80 €
  • – Contributi selettivi produzione
    Anno 2026 : 370.000,00 €

Ispirato a un fatto di cronaca che ha profondamente segnato l'opinione pubblica italiana, 40 Secondi evita di concentrarsi esclusivamente sull'atto di violenza per indagare il contesto umano, sociale e culturale che lo ha reso possibile, ovvero il disagio della provincia, il maschilismo tossico e la cultura della sopraffazione. La costruzione corale e la struttura in quattro punti di vista, che richiama il recente 'Avetrana – Qui non è Hollywood' di Pippo Mezzapesa, mantengono alta la tensione narrativa. Nella seconda parte arriva invece il momento più duro del film con la messa in scena, asciutta e priva di compiacimento, della rissa che costò la vita a Willy. Da sottolineare l'incisiva presenza di Francesco Di Leva (non smettere mai di apprezzare abbastanza questo attore!). Più discutibile, invece, l'epilogo, che appare in parte superfluo e leggermente enfatico. 40 secondi, di Vincenzo Alfieri