Un film del 2020 di Gianni Amelio con Pierfrancesco Favino, Livia Rossi, Alberto Paradossi, Luca Filippi, Renato Carpentieri e Giuseppe Cederna.

Racconto degli ultimi sei mesi di vita di Bettino Craxi, uno dei più controversi politici italiani. Spaccato di una politica seriosa e riservata che non esiste più. Un film che, che con Il Divo e Loro 1 e 2 di Paolo Sorrentino, arricchisce l’albo delle pellicole che raccontano una determinata fase della vita di figure politiche di spicco del nostro paese. Prodotto da Pepito Produzioni e Rai Cinema.

In seguito alla condanna per corruzione e finanziamento illecito al partito, Il Presidente del Consiglio Bettino Craxi si esilia ad Hammamet per sfuggire alla giustizia italiana. La vicenda narra gli ultimi giorni di vita del politico.

Gianni Amelio è indiscutibilmente uno dei registi più raffinati e acuti del nostro cinema. Autore di capolavori a sfondo politico-sociale come Porte Aperte del 1990, Così ridevano del 1998 e Il primo uomo del 2011, con Hammamet Amelio ci racconta una vicenda difficile, su cui ancora non è stata fatta luce completamente. L’ex Presidente del Consiglio Bettino Craxi, in carica dal 1983 al 1987 e Segretario del Partito Socialista dal 1976 al 1993, ha sempre diviso l’opinione pubblica e Amelio, assieme allo sceneggiatore Alberto Taraglio, ha voluto mettere in evidenza il lato umano di questa figura, piuttosto che il suo percorso politico. La pellicola ci offre il ritratto di un uomo gentile, profondo, turbato da un passato politico in cui è stato bersaglio di una congiura fatta alla sua persona. Nel film non viene mai presa una posizione ben definita sulla questione che Craxi sia stato o no un politico disonesto. Il film infatti non è un racconto politico bensì un ritratto terreno della persona, e lo dimostra il fatto che molti dei nomi siano inventati e che alcuni personaggi siano stati inseriti nel racconto solo per favorire la narrazione. Amelio, a differenza dell’inizialmente citato Sorrentino, fa un ritratto preciso delle diverse facce di Bettino Craxi, marcando il focus più sull’uomo che sul politico, sul leader piuttosto che sul malfattore, rimanendo sempre un passo indietro dalle cose dette e dai giudizi dati. Fedele alle intenzioni, il regista evita quasi del tutto di parlare o di entrare nel merito delle ombre che oscurano gli ultimi giorni di vita di Craxi.

Pier Francesco Favino, con l’aiuto di un make up impeccabile, è incredibilmente simile all’originale. Una quasi reincarnazione, una riproduzione perfetta delle movenze, della parlata e dell’atteggiamento. La sua interpretazione si può definire sontuosa, e se la si accosta a quella di Buscetta, ne Il Traditore, film del 2019 di Marco Bellocchio, si può dire che pochi altri attori nella storia del cinema italiano abbiano vette così alte.

Hammamet è un film sincero e trasparente con il pregio di non giudicare, di non prendere mai una posizione politica e di concentrarsi prevalentemente sull’umanità di un’uomo che conosce il suo destino e che si ritrova a fare i conti con quello che è stato il suo passato.

In totale il film ha incassato più di 5 milioni e mezzo di euro.

Articolo di Matteo Di Maria

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